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martedì 2 marzo 2010

iPad: niente fotocamera frontale

Tutto sembrava presagire per la fotocamera frontaleipad-sdk ma poi la delusione è stata molta. Pare che la Apple abbia, in un primo momento, considerato seriamente la possibilità di includere la videoconferenza fra le caratteristiche di iPad ma, poi, in un secondo, abbia cambiato idea e, quindi, non se ne è fatto più niente.

Le prove di cui parliamo ci vengono fornite dal codice del SDK per iPad 3.2, nel quale sono chiaramente presenti tracce di comandi relativi alla videochiamata. Ma non è tutto: dalle righe del codice si riesce anche a capire che si sarebbe trattato di una videoconferenza piuttosto evoluta, con feed video splittato fra interlocutore e utente e visualizzazione del feed esterno in full screen.

Questo rappresenta uno dei motivi che ha lasciato l’amaro in bocca dopo la presentazione ufficiale dell’iPad. La mancanza di una webcam integrata per utilizzare il tablet anche con applicazioni di videoconferenza, però, rappresenta un probabile spiraglio di luce per il futuro. In particolare, dalle foto pubblicate da Engadget poche ore prima della presentazione ufficiale, si osserva un iPad “blindato” in una sorta di cornice protettiva che presenta due incavi, uno in corrispondenza del tasto home e l’altro sul lato opposto.

Sempre dall’accurata lettura del codice SDK si scoprono un dizionario multilingua provvisto di correttore ortografico in grado di accettare parole aggiunte dall’utente; un supporto per il riconoscimento della scrittura nativo. Davvero due belle sorprese in termini di iPad.

sabato 27 febbraio 2010

Facebook è pericoloso?

Dopo le polemiche per i fans dei mafiosi, Facebook è sotto accusa per il rischio di spamming e furto di identità. Come difendersi?

facebook Da qualche settimana sul social network più cliccato al mondo sono spuntate delle pagine che inneggiano ai boss mafiosi come Bernardo Provenzano,Totò Riina o Raffaele Cutolo, con la conseguente protesta dei familiari delle vittime e della società civile. Ma le polemiche su Facebook continuano e sono più strutturali, riguardano cioè problematiche relative all'uso distorto delle informazioni reperibili, o alla risonanza che possono avere libere espressioni personali d'opinione.

Avere un profilo sul sito che è tra i 10 più cliccati al mondo, con più di 161 milioni iscritti, e in Italia un parco-utenti superiore ai 4 milioni (con un incremento negli ultimi mesi pari al 961%!), significa far parte di una rete di contatti praticamente infinita, dove è facile sfuggire ai controlli.

Sul fronte dello spamming Facebook ha fatto ottenere una multa senza precedenti pari a 873 milioni di dollari, perché l’Altlantis Blue Capital, questo il nome della società incriminata, è riuscita ad ottenere risultati ben più efficaci rispetto alle classiche mail inviate alla cieca, entrando in possesso degli account di numerosi iscritti e sfruttando proficuamente le rispettive amicizie, in un giro di contatti grazie ai quali, è proprio il caso di dirlo, “chi trova un amico trova un tesoro”.

Ma c'è qualcuno che ha cominciato a farne le spese anche solo per l'espressione delle proprie idee, come i 13 dipendenti della compagnia aerea Virgin Atlantic,  che criticando su Facebook gli standard di sicurezza della società, hanno perso il lavoro perché gettato discredito sull’azienda.

Nel frattempo le aziende ne fanno un uso per la selezione del personale. Il Garante italiano della Privacy,  durante la trentesima conferenza internazionale, dedicata ai social network, ha invece ricordato “la prassi invalsa presso molti uffici del personale di ricercare i profili-utente relativi a candidati all’assunzione o singoli dipendenti”. In altre parole, aziende che cercano di completare il curriculum del lavoratore cercando informazione nei loro profili in rete. E giudicano in base a fotografie, capacità di comunicazione, giudizi espressi sugli ex datori di lavoro.

“Il problema di Facebook, come delle altre reti sociali simili”, ha spiegato a Il Salvagente Nicola Fabiano, consulente legale per le tecnologie d’informazione e comunicazione di Adiconsum, “è quello di favorire la comunicazione e la diffusione di una quantità di dati personali senza precedenti, come fotografie, interessi, abitudini, e amicizie, con l’alto rischio che queste informazioni circolino senza freno”. Bisogna sapere, ci spiega l’avvocato, che nessun sistema informatico garantisce la protezione assoluta dei propri dati personali, e il nostro profilo può essere copiato da altri iscritti, o da terzi non autorizzati, per essere utilizzati con fini diversi da quelli che avevamo previsto. “Anche per questo”, aggiunge Fabiano, “non si potrà mai avere la certezza di scomparire dalla rete neanche dopo essersi cancellati dai siti, perché possono esistere copie di dati in mano ad altri, o alle società fornitrici del servizio”.

Il rischio descritto dall’avvocato di Adiconsum è un reato vero e proprio. Si chiama “furto d’identità”, e in rete, dove nascondersi dentro un mondo virtuale rende semplice ogni travestimento, sta trovando terreno fertile.

Che Facebook non vada preso alla leggera, a questo punto, è chiaro. E per proteggersi, sottolinea il dirigente della Polizia Postale, la migliore tutela possibile è la prevenzione da parte dell’utente.

È preferibile, quindi, evitare d’inserire informazioni personali come indirizzo di casa, telefono, o abitudini di vita; installare sul pc un buon anti-virus; creare un indirizzo di posta alternativo per navigare sui social network; ed evitare di scaricare messaggi di posta con file eseguibili.

Adiconsum, da parte sua, aggiunge di prestare attenzione ai minorenni, perché nonostante l’accesso ai social network sia permesso solo ai maggiori di 13 anni, tale norma può essere facilmente aggirata con false dichiarazioni. Raccomanda di leggere attentamente, prima dell’iscrizione, le norme sulla privacy; e consiglia di non dare il consenso all’accesso da parte di utenti esterni al network (Su Fb l’opzione è su impostazioni, privacy, ricerca, e la voce, da non spuntare, è “Inseriscimi nell'elenco di ricerca pubblico e rendimi disponibile per l'indicizzazione nei motori di ricerca”).

Per chi desideri ulteriori informazioni e chiarimenti, l’associazione dei consumatori invita poi a consultare on line la guida sul furto d’identità http://www.adiconsum.it

Fonte: Il salvagente

Flash Adobe in rotta con Apple

Flash di Adobe  potrebbe essere adottato sugli iPhone e iPad senza particolari problemi, Apple permettendo. Non sembra avere molti dubbi in proposito Kevin Lynch, CTO di Adobe, da poco intervenuto sulla delicata querelle che vede contrapposte la propria azienda e la società di Cupertino sul terreno dell'adozione di Flash nei terminali mobili della famosissima mela. Una polemica ormai annosa, ma tornata di stretta attualità in seguito alla presentazione del nuovo iPad, con assensa  del supporto per l'utilizzo del celebre plugin per la grafica vettoriale.

«Abbiamo dimostrato che la tecnologia Flash sta iniziando a funzionare su questi dipositivi [i terminali Apple, ndr] durante gli ultimi giorni attraverso l'attivazione di alcune applicazioni a parte per l'iPhone realizzate in Flash. Infatti, alcune di queste applicazioni sono già disponibili nell'App Store di Apple come FickleBlox e Chroma Circuit. La medesima soluzione funzionerà anche sull'iPad. Siamo pronti per attivare Flash nel browser di questi dispositivi quando e se Apple deciderà di rendere disponibile tale soluzione per i propri utenti, ma fino a ora non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di collaborazione da parte di Apple per rendere ciò possibile» si legge nel post da poco pubblicato da Lynch.

L'intervento di Kevin Lynch giunge ad alcuni giorni di distanza dalla diffusione online di alcune dichiarazioni di Steve Jobs fornite nel corso di un incontro privato con alcuni dipendenti Apple. Stando alle indiscrezioni, il CEO avrebbe definito Flash come una tecnologia afflitta da numerosi bug e poco affidabile, condizioni più che sufficienti per non supportare il sistema nei propri terminali. Nella maggior parte dei casi, avrebbe dichiarato Jobs, un Mac va in crash a causa della presenza di Flash, una soluzione destinata a essere abbandonata in tempi brevi poiché il mondo si sta muovendo rapidamente verso il formato HTML5.

Secondo il CTO di Adobe, la decisione della società di Cupertino di escludere Flash in visione del rapido sviluppo del formato HTML5 potrebbe rivelarsi come una scelta miope. Per Lynch, il nuovo standard non sostituirà le numerose opportunità offerte da Flash: «Non credo che una tecnologia rimpiazzerà l'altra, certamente non oggi e nemmeno nel futuro immediato».

Rispondendo ai commenti inviati sul proprio blog, il CTO di Adobe ha anche rispedito al mittente le accuse sui frequenti crash causati dall'applicativo per la grafica vettoriale sui Mac: «Per quanto riguarda i crash, posso dirvi che distribuiamo Flash senza alcun bug noto, e se il problema fosse così diffuso Flash non avrebbe potuto raggiungere l'attuale ampio bacino di utenti. Lavoriamo a stretto contatto con i principali team di sviluppo dei browser - come Apple Safari, Mozilla Firefox, Microsoft IE e Google Chrome - e riconsideriamo ogni problema per risolverlo insieme. [...] A parità di hardware, Flash Player su Windows è sempre stato storicamente più veloce rispetto alle versioni per Mac, e buona parte del codice utilizzato è il medesimo per ogni sistema operativo».

Infine, Lynch ha confermato l'impegno di Adobe per rendere Flash maggiormente performante anche sui sistemi Mac, riconoscendo anche l'impegno da parte di Apple per migliorare le prestazioni dell'applicativo e la compatibilità con le soluzioni software realizzate dalla mela morsicata. Nonostante le parziali aperture, il confronto tra le due società rimane serrato a causa del nodo iPhone e iPad, che non supportano Flash nei loro browser. Apple sembra essere al momento determinata nel proseguire la propria strategia, tesa a preservare da un lato la stabilità dei propri terminali e dell'altro il business creato intorno all'App Store, che potrebbe subire contraccolpi in presenza di applicazioni in Flash eseguibili dal browser.

Sembra addirittra che adesso ci si metta pure microsoft con il suo ultimo Windows Ce10 nel quale sembra che sia escluso il flash player... il consumo della batteria sembra sia il motivo secondo gli ultimi rumors...

Realizzare un sito con componenti Falsh in larga misura o addirittura completamente... è indubbiamente e vivamente sconsigliabile anche in riferimento al fatto che gli utenti che usano iphone e molto presto Ipad sono e saranno molti e chi ha un sito completamente in flash si "autosgambetterà" perchè si precluderà una bella fetta di visitatori!

Alle donne del pattinaggio la medaglia del malware

Le Olimpiadi sono iniziate. Non solo per atleti e appassionati, ma anche per i meno sensibili allo spirito sportivo. Come osserva McAfee infatti, le ricerche online per trovare i risultati sui record, le performance delle gare sportive o gli screensaver degli atleti olimpici preferiti sono collegate al rischio di essere colpiti da virus, spyware e software malevoli.

In particolare, è già possibile stilare addirittura una sorta di classifica degli atleti olimpici più pericolosi da ricercare sul Web. Superando lo sci e l’hockey, il pattinaggio si aggiudica il primato di sport più pericoloso da ricercare sul web. Infatti, sei degli atleti più a rischio rientrano nelle categorie relative a questa disciplina sportiva.

jennifer-rodriguez-2009-10-24-17-41-8 Inoltre, gli Stati Uniti ospitano la maggioranza degli atleti olimpici più pericolosi, davanti a Giappone, Russia, Italia e Germania, mentre le atlete femminili sono le più pericolose da cercare su Internet rispetto a quelli maschili: sei star sportive nella top ten sono donne.

In definitiva, gli utenti hanno una possibilità su quattro di essere colpiti da malware ricercando l’atleta statunitense di pattinaggio di velocità Jennifer Rodriguez, e una probabilità su sei effettuando la ricerca della pattinatrice rubacuori americana Sasha Cohen

Di seguito, la classifica degli atleti più pericolosi da cercare sul Web, assieme ad alcuni consigli per rimanere protetti quando si effettuano ricerche online.

1. Jennifer Rodriquez – (Pattinaggio di velocità; USA; donna) – Questa valida atleta originaria di Miami dopo essersi ritirata è tornata in pista in occasione delle sue quarte Olimpiadi invernali. Questo ha reso la sportiva una calamita per i criminali informatici e gli screensaver malevoli. Effettuando una ricerca sull’atleta si ha una possibilità su quattro di essere infettati da virus, spyware o adware.

2. Sayuri Osuga – (Pattinaggio di velocità su lunga distanza; Giappone; donna) – Sayuri suscita il doppio dell’interesse perché partecipa sia alle Olimpiadi invernali che a quelle estive. Esiste il 22% di probabilità di contrarre un virus cercando di effettuare il download delle sue imprese olimpiche.

3. Alexander Smirnov – (Pattinaggio artistico; Russia; uomo) – Alexander si è prima classificato nella Championship russa 2009-2010, e poi come pattinatore più pericoloso del web con il 18% di probabilità di scaricare un file malevolo cercandolo su Internet.

4. Peter Fill – (Sci alpino; Italia; uomo) – Oltre a praticare lo sci alpino, uno degli sport olimpici più pericolosi, Peter atterra tra i primi cinque atleti più pericolosi di queste Olimpiadi da cercare sul Web, con il 17% di probabilità di portare a siti valutati con un bollino di rischio color rosso o giallo.

5. Sasha Cohen – (Pattinaggio artistico; USA; donna) – Cercare la bella pattinatrice americana online non porterà dolci sorprese per il vostro computer. Cercando download di Sasha Cohen si avrà il 16% di rischio di ricevere spam o di contrarre virus.

6. Gillian Apps – (Hockey su ghiaccio; Canada; donna) – Quando non conquista medaglie sul ghiaccio, questa stella dell’hockey detiene però il 15% di probabilità di portare sul pc spyware o download malevoli.

7. Jack Johnson – (Hockey su ghiaccio; USA; uomo) – Jack non solo è celebre in tutto il mondo per aver preso parte alla cerimonia di apertura di Vancouver e per aver giocato nella partita dei Los Angeles Kings di sabato scorso, ma è anche molto famoso in tutto il web. La sua popolarità rende l’atleta vulnerabile su internet per i fan di hockey, con il 15% di rischio.

8. Anni Friesinger – (Pattinaggio di velocità; Germania; donna) – Questa atleta di pattinaggio di velocità detiene il doppio della popolarità in qualità di modella e vera sex symbol in Germania. Immettendo nei motori di ricerca il suo soprannome “Super Sexy Anni,” gli utenti hanno il 14% di probabilità di trovare link infetti.

9. Angelina Jensen – (Curling; Danimarca; donna) – Angelina è una vincitrice mondiale di curling , oltre a rappresentare una minaccia di prima classe su internet. Durante la ricerca di download e screensaver di Angelina Jensen si ha il 14% di probabilità di trovare un file pericoloso.

10. Ben Agosto – (Pattinaggio artistico; USA; uomo) – Essendo uno dei principali pattinatori e attuale detentore della medaglia d’argento in questo sport, Ben suscita molto interesse. Anche i criminali informatici ne sono a consapevoli, e gli utenti avranno il 14% di probabilità di ricevere un virus effettuando una ricerca sull’atleta olimpico.

lunedì 22 febbraio 2010

Mediagrafic anche su Facebook!

 

 facebookmediagrafic

COSA È FACEBOOK

 

Facebook è il social network in cui ritrovare vecchi amici di scuola, colleghi e conoscenti. E' completamente gratuito. L'idea  su cui si basa Facebook è semplice ed efficace. Gli utenti possono registrarsi gratuitamente sul sito, indicando alcune informazioni come il cognome, il nome, la scuola e gli anni di studio, i luoghi e le aziende in cui ha lavorato ecc. Queste informazioni consentono agli altri utenti di cercare nel database vecchi compagni di scuola, inserendo nella ricerca il proprio anno di studio e la scuola frequentata. Lo stesso criterio di ricerca può essere effettuato per le aziende e i luoghi di lavoro. Trovare vecchi colleghi e compagni di scuola è quindi molto semplice. Soltanto gli 'amici', ossia gli utenti riconosciuti come tali, possono visualizzare le informazioni dettagliate del proprio profilo.Adesso anche noi di mediagrafic abbiamo pensato di aprire un nostro account per informare tutti i visitatori delle nostre novità web…
L'espansione di Facebook dalle scuole primarie al mondo del lavoro ha decretato il suo successo come rete sociale. Nel 2007 Facebook ha raggiunto la settima posizione nella graduatoria Alexa dei siti più visitati al mondo. Il fenomeno Facebook si è rapidamente esteso anche in altri paesi al di fuori degli Stati Uniti. Il sito conta attualmente oltre 100 milioni di utenti in tutto il mondo ed è valutato più di 16 miliardi di dollari.

Mediagrafic sui maggiori blog della rete

 

business-school

Mediagrafic entra nel mondo dei social network
in punta di piedi sperando di riuscire a offrire ai
propri clienti e non il massimo della professionalità
e le indicazioni migliori per un buon web…
in questo primo articolo narreremo quali sono i 20
punti fondamentali per un buon web di successo
non è sufficiente avere un sito, bisogna realizzarlo
e impostarlo con criteri e condizioni giuste per
la propria attività e il proprio target di visitatori:

1- Chiediti: “Che obiettivo deve soddisfare il mio Sito Web?”
2- Definisci quanto sei disposto a investire per questo obiettivo all’anno.
3- Scrivi il target a cui si rivolge il sito, un elenco dei potenziali visitatori.
4- Scrivi un elenco di “parole chiave” che identificano la tua azienda/prodotto
5- Presta molta attenzione e tempo alla fase di progettazione; è la più importante.
6- La grafica deve essere coordinata con l’immagine aziendale, moderna, intuitiva.
7- Il Sito deve piacere ai visitatori e non solo a te o a chi l’ha realizzato.
8- Deve avere visibilità nella prima pagina di Google quando un cliente ti cerca.
9- Pagine interessanti da leggere, belle da vedere, veloci da scaricare e stampare.
10- Contenuti di qualità, originali e non copiati, aggiornati di frequente.
11- Rispettare le norme di accessibilità del W3C.
12- Dare subito al visitatore quello che cerca senza troppi click e giri.
13- Fornire recapiti immediati, visibili e referenze.
14- Monitorare tutte le azioni del visitatore tramite software di analisi e statistiche.
15- Struttura semplice con menù e link intuitivi per chiunque.
16- Incentiva i visitatori a compiere azioni e fidelizzali a tornare.
17- Rispondi velocemente alle richieste di chi ti contatta.
18- Fai in modo che si parli del tuo sito, facendo PR e comunicati stampa on line.
19- Occupati del sito come se fosse un neonato che ha bisogno di cure tutti i giorni.
20- Affidati a chi fa questo per lavoro e passione, chiedendo risultati concreti e referenze reali.

 

Sperando di avervi aiutato… alla prox!

www.mediagrafic.eu